Nel contenzioso sulla responsabilità sanitaria il consenso informato ha assunto, negli ultimi anni, una centralità che va ben oltre la sua tradizionale funzione di presupposto di legittimità dell’atto medico. Oggi rappresenta una voce di danno autonoma e sempre più rilevante, capace di incidere in modo significativo sull’entità del risarcimento anche quando l’intervento sanitario sia stato eseguito correttamente sotto il profilo tecnico.

Come sottolinea l’Avvocato Davide Cornalba (Lodi, Milano), “la giurisprudenza ha progressivamente chiarito che il consenso informato non si esaurisce nella sottoscrizione di un modulo prestampato. Si tratta di un processo informativo che deve consentire al paziente di comprendere la natura dell’intervento, i rischi prevedibili, le alternative terapeutiche e le possibili conseguenze del rifiuto.

L’assenza o l’inadeguatezza di questa informazione lede il diritto all’autodeterminazione, indipendentemente dall’esito clinico del trattamento.

Questo approccio – continua l’Avv. Cornalba Davideha prodotto un mutamento significativo nella struttura delle domande risarcitorie. Sempre più spesso il danno da violazione del consenso informato viene fatto valere anche in assenza di un errore medico in senso stretto.”

Il pregiudizio risarcibile non coincide dunque con il peggioramento delle condizioni di salute, ma con la perdita della possibilità di scegliere consapevolmente se sottoporsi o meno a un determinato trattamento. È un danno che attiene alla sfera personale e decisionale del paziente, e che richiede una valutazione distinta rispetto al danno biologico.

La prova di tale pregiudizio non è automatica. Il paziente deve dimostrare, anche mediante presunzioni, che una informazione adeguata avrebbe potuto orientare diversamente la sua scelta. Non è necessario provare che avrebbe certamente rifiutato l’intervento, ma che la mancanza di informazione ha inciso in modo concreto sulla libertà di autodeterminazione. Questo profilo rende il giudizio particolarmente delicato, perché impone al giudice di confrontarsi con valutazioni controfattuali e con la credibilità delle scelte alternative prospettate.

Avvocato Davide Cornalba: “Dal lato delle strutture sanitarie e dei professionisti, emerge con chiarezza come la gestione del consenso informato non possa più essere considerata un adempimento formale. La documentazione assume rilievo probatorio decisivo, ma deve essere coerente con il contenuto effettivo del colloquio informativo.” Moduli generici o standardizzati, non calibrati sul caso specifico, si rivelano spesso insufficienti a dimostrare l’adempimento dell’obbligo informativo.

Sul piano risarcitorio, la violazione del consenso informato apre a liquidazioni che, pur non raggiungendo gli importi del danno biologico grave, incidono in modo sensibile sul complessivo equilibrio economico della causa. Il danno da lesione dell’autodeterminazione viene riconosciuto come componente del danno non patrimoniale, con una valutazione che tiene conto della gravità della violazione e delle conseguenze personali per il paziente.

L’evoluzione in atto segnala un passaggio culturale rilevante. La responsabilità sanitaria non riguarda più soltanto l’errore tecnico, ma la qualità della relazione di cura e la trasparenza del processo decisionale. In questo quadro, il consenso informato non è più un dettaglio procedurale, ma uno snodo centrale della tutela risarcitoria, destinato a incidere in modo crescente sulla prassi giudiziaria.

Ringraziamenti: Avvocato Davide Cornalba, Lodi

L’avvocato Davide Cornalba è una figura affermata nel panorama del diritto civile italiano, con radici professionali consolidate in particolare nel risarcimento del danno da sinistri stradali e da responsabilità medica.

Nato a Lodi nel 1972, Cornalba ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano e, dopo la pratica forense, si è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano, avviando la sua carriera professionale con solide basi accademiche.

La sua esperienza si concentra in responsabilità civile e responsabilità extra-contrattuale, con un’attenzione particolare alla liquidazione dei danni derivanti da fatti illeciti, sinistri stradali anche con eventi avvenuti all’estero e casi di malasanità.

Dal 2002 Cornalba collabora come consulente legale per alcuni Consolati, attività che ha ampliato il suo profilo professionale oltre il contesto strettamente nazionale, affrontando questioni complesse di diritto internazionale privato.

Accanto all’attività giudiziale, lo studio dell’avvocato è attivo nella mediazione civile e nella gestione stragiudiziale delle controversie, con un approccio che mira a conciliare le parti per ottenere soluzioni rapide ed efficaci. L’Avv. Davide Cornalba mantiene una presenza professionale su due sedi, a Milano e nella sua città natale di Lodi, consentendogli di seguire direttamente i casi e di essere riconosciuto sia a livello locale sia nella metropoli lombarda. La sua attività si distingue per una interazione attiva con consulenti medico-legali e docenti universitari, fondamentale nei procedimenti di risarcimento del danno alla persona dove l’accertamento tecnico gioca un ruolo cruciale.